Era intuibile una stretta del Ministero della Salute sulle RSA e strutture ospedaliere private. I Carabinieri dei NAS hanno concluso 232 ispezioni, che hanno restituito un preoccupante numero di violazioni, 37 in totale. Le ispezioni non hanno avuto altro scopo se non l’accertamento delle misure adottate da ogni struttura, ai fini del contenimento e della prevenzione della diffusione da COVID.
Con l’occasione sono stati verificati i requisiti delle RSA, degli operatori impiegati, e ovviamente degli apparati impiegati. In passato, infatti, sono state trovate apparecchiature elettromedicali con ricambi non sostituiti o scaduti, o ancora con materiali non originali.
Infine, a tutela dei ricoverati, sono state controllate le attività di erogazione dei servizi di assistenza, con lo scopo di individuare situazioni penalmente rilevanti di omessa custodia e maltrattamento.
In 37 strutture, oltre il 15% del totale, sono state trovate irregolarità e omissioni, con un totale di 59 violazioni: 9 di rilevanza penale e 43 amministrative. Sono state rimandate all’autorità giudiziaria 11 persone responsabili e altre 42 sono state segnalate a conclusione dei controlli.